Enrico Spetrino
E’ nato in un piccolo paese del Molise , in una rigida e nevosa giornata di Dicembre. Il suo viaggio nel mondo della fotografia ha inizio con la nascita del primo figlio,con una Voigtlander Vito C, era il 1982. Nel Dicembre dello stesso anno, passa al sistema reflex in quanto più versatile e più consono ad immortalare con primi piani i delicati lineamenti di quella fragile creatura appena nata. Quindi inizia un periodo di autoapprendimento e sperimentazione per utilizzare al meglio la sua reflex con la famosa triade di obbiettivi (28-50-135). Solo dopo qualche tempo inizia ad usare l’apparecchio fotografico come mezzo di ricerca,come qualcosa che potesse sviscerare ed evidenziare “l’invisibile”… Nei primi anni fotografa di tutto, è un mediatore di immagini molto attento, che riesce a proporre con raffinatezza e rigore compositivo la plasticità di un nudo, le mille espressioni di un volto, l’azione, l’indagine sociale …
Ama viaggiare, per questo motivo ultimamente la sua ricerca fotografica si è orientata nell’esplorazione del paesaggio, forse il soggetto da tutti più fotografato, ma più difficile da fotografare, poiché si può cadere nel generare delle immagini banali. Spetrino afferma che il fotografo di paesaggio è un attento osservatore che sa quanto sia importante pensare e comporre un’immagine, praticamente ci si trova ad essere quasi in intimo rapporto con la natura riuscendo a cogliere quello che a molti passa inosservato. La chiave di tutto è quella di saper vedere, restare ancora incantati dal fascino di alcuni scenari naturali, osservare l’immenso con gli occhi di un bambino, immagini che cercano di sorprendere ed emozionare chi le guarda. Sue foto sono state pubblicate su molte riviste del settore, inoltre ha partecipato a numerose collettive e personali. Anche se schivo nel partecipare a concorsi fotografici è riuscito comunque ad ottenere numerosi e ambiti riconoscimenti. Lui dice che la fotografia deve documentare e mostrare il mondo nei suoi molteplici cambiamenti, quindi non vivere da semplice spettatore, ma attraverso le immagini, essere protagonista e testimone del nostro tempo.
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